Presa di posizione

Bottiglie incendiarie, Casamatta difende i quattro giovani a Pesaro

Il collettivo contesta l’ipotesi di una rete sovversiva e chiede cautela durante gli accertamenti a Pesaro.

Bottiglie incendiarie, Casamatta difende i quattro giovani a Pesaro

Il collettivo marxista Casamatta interviene sul caso dei quattro ragazzi finiti al centro di un’indagine dopo la diffusione di video che li mostrerebbero mentre lanciano bottiglie incendiarie. In una nota, il gruppo contesta le ricostruzioni che hanno ipotizzato l’esistenza di una rete organizzata con finalità sovversive e invita a non alimentare allarmismi prima della conclusione degli accertamenti.

La posizione del collettivo

Secondo Casamatta, il gesto sarebbe stato fine a sé stesso e non ci sarebbero, allo stato attuale, elementi aggiuntivi per collegarlo a un’organizzazione strutturata. Il collettivo sostiene che la vicenda sia stata utilizzata per rafforzare l’immagine di una presunta pericolosità sociale degli ambienti vicini alla sinistra, senza considerare le motivazioni politiche e il contesto in cui i quattro giovani si sarebbero mossi.

Nella nota viene richiamata anche la partecipazione studentesca alle mobilitazioni che nell’ultimo anno hanno interessato Pesaro. Casamatta afferma che quelle manifestazioni, pur caratterizzate da rivendicazioni forti, non avrebbero registrato tensioni o tentativi di provocare scontri. Il gruppo collega inoltre il caso alle difficoltà incontrate dagli studenti che intendono impegnarsi politicamente o organizzare forme di dissenso all’interno delle scuole.

Tra gli episodi citati dal collettivo figura l’intervento di Francesca Albanese al Liceo Marconi, avvenuto lo scorso dicembre e seguito, secondo la nota, dalle polemiche di esponenti della destra. Casamatta richiama anche il comunicato diffuso da Gioventù Nazionale in occasione di un’assemblea d’istituto precedente alle celebrazioni del 25 aprile, nel quale venivano contestati la proiezione di un documentario sulla Resistenza e l’invito dei collettivi studenteschi a partecipare alle iniziative pubbliche.

La richiesta di cautela

Il collettivo sostiene che negli ambienti scolastici si stiano normalizzando anche slogan e riferimenti neofascisti. A questo proposito ricorda il caso di alcuni liceali di Pesaro che, lo scorso giugno, durante una partita di calcio all’interno dell’istituto, avrebbero indossato una maglietta con la scritta boia chi molla. Secondo Casamatta, episodi di questo tipo riceverebbero un’attenzione diversa rispetto a gesti attribuiti ad ambienti di sinistra.

La nota inserisce la vicenda in un quadro più ampio di disagio giovanile, richiamando le conseguenze della pandemia di Covid-19, la precarietà economica delle famiglie e il contesto internazionale segnato dai conflitti. Il collettivo chiede alla politica e all’amministrazione comunale di Pesaro di affrontare questi problemi mettendo a disposizione spazi sociali e luoghi di aggregazione, confronto e partecipazione.

Infine, Casamatta sollecita il completamento delle indagini nel dovuto riserbo, sottolineando che si tratta di persone poco più che maggiorenni sottoposte a una forte pressione psicologica. Il gruppo esprime quindi solidarietà ai quattro ragazzi e afferma di non accettare strumentalizzazioni della vicenda. Le valutazioni sull’eventuale responsabilità dei giovani restano comunque affidate agli accertamenti in corso.