Consiglio comunale

FdI critica l’espansione della Fondazione Pescheria a Pesaro

I consiglieri chiedono garanzie su fondi, progetti e accesso agli atti.

FdI critica l’espansione della Fondazione Pescheria a Pesaro

Nel corso della discussione sul Documento unico di programmazione 2027-2029, i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Michele Redaelli, Serena Boresta, Daniele Malandrino, Cristina Canciani e Giovanni Corsini hanno contestato il ruolo sempre più ampio assegnato dall’amministrazione di Pesaro alla Fondazione Pescheria nell’ambito delle politiche culturali.

Le contestazioni dell’opposizione

Secondo il gruppo consiliare, l’affidamento di un numero crescente di competenze alla fondazione rischierebbe di sottrarre al Comune e al Consiglio comunale una parte significativa delle decisioni sulla cultura. La posizione espressa da Fratelli d’Italia è che le attività culturali debbano restare pubbliche, plurali e accessibili a più voci, senza essere concentrate esclusivamente in una società partecipata dall’ente.

I consiglieri sostengono inoltre che l’attuale modello possa ridurre la possibilità, da parte dell’assemblea cittadina, di conoscere e verificare nel dettaglio l’impiego delle risorse pubbliche. Il timore espresso è che il Consiglio possa limitarsi a rilevare il trasferimento dei fondi dal bilancio comunale alla Fondazione Pescheria, senza poter esaminare con la stessa ampiezza la gestione economica, i progetti finanziati e le modalità con cui vengono realizzate le iniziative.

Nel mirino del gruppo consiliare c’è anche la composizione degli organismi della fondazione. Fratelli d’Italia parla di un Consiglio di amministrazione nominato dall’amministrazione e ritiene che non vi sia un livello sufficiente di trasparenza e controllo. Si tratta di valutazioni politiche espresse durante il dibattito sul documento di programmazione, riferite all’assetto e al ruolo attribuito alla struttura nella gestione delle attività culturali cittadine.

La richiesta di accesso agli atti

Un ulteriore elemento sollevato dai consiglieri riguarda l’accesso alla documentazione. Secondo quanto dichiarato da Redaelli, Boresta, Malandrino, Canciani e Corsini, la Fondazione Pescheria avrebbe negato in più occasioni l’accesso agli atti e la possibilità di verificare la movimentazione delle risorse e i progetti collegati alle attività svolte.

Da qui la richiesta di chiarire sulla base di quali risultati ottenuti negli ultimi anni si intenda ampliare ulteriormente le responsabilità della fondazione. Fratelli d’Italia giudica negativamente l’esperienza maturata finora e parla di progressivo spostamento del comparto culturale fuori dal Consiglio comunale, associandolo a una disponibilità ritenuta insufficiente delle informazioni.

La conclusione dei consiglieri è un appello a mantenere in capo all’assemblea cittadina una piena funzione di indirizzo e controllo. Nel mirino restano in particolare l’utilizzo delle risorse, la definizione dei progetti e le scelte sulle politiche culturali. Nel testo diffuso dal gruppo non sono riportate le eventuali controdeduzioni dell’amministrazione comunale o della Fondazione Pescheria alle contestazioni sollevate.