I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Pesaro Svolta e Gruppo Misto hanno presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti delle Marche sulla gestione della Biosfera di Pesaro. L’installazione a LED si trova in piazza del Popolo ed è stata realizzata nell’ambito del progetto CTE Square.
Al centro dell’iniziativa ci sono i costi dell’opera e gli affidamenti successivi. Secondo l’opposizione, la Biosfera è costata 629.850 euro oltre IVA, mentre la manutenzione e lo sviluppo sono stati affidati alla stessa società fino al 2027 per altri 141 mila euro. I consiglieri chiedono alla magistratura contabile di verificare come siano state impiegate le risorse pubbliche e se le procedure adottate siano state corrette.
La scelta del fornitore e il costo dell’opera
Gli esponenti dell’opposizione contestano anzitutto la procedura con cui sarebbe stato individuato il fornitore. Tra il 22 e il 25 maggio 2023 la Fondazione Pescheria avrebbe raccolto tre proposte per l’installazione, presentate da Paolo Buroni, Riccardo Bocchini e Federico Rossi. La Fondazione avrebbe poi preferito il progetto di Rossi, mentre il Comune avrebbe invitato alla procedura un solo operatore: Artifact S.r.l.
Nel documento diffuso dai consiglieri viene evidenziato che la società era stata costituita il 7 settembre 2023 e risultava attiva in Camera di Commercio dal 20 novembre, sei giorni dopo l’aggiudicazione. L’opposizione richiama inoltre il curriculum di Federico Rossi, amministratore unico di Artifact, nel quale sarebbe indicato un precedente incarico come consulente esterno del Comune per le installazioni audiovisive di Pesaro 2024. La consegna dei lavori sarebbe avvenuta in via d’urgenza, con un anticipo di quasi 189 mila euro.
Un altro rilievo riguarda la base di gara, fissata a 650 mila euro oltre IVA senza, secondo i consiglieri, una documentazione dettagliata sui costi. Le proposte alternative avrebbero indicato importi compresi tra circa 380 mila e 410 mila euro, mentre il progetto poi scelto avrebbe stimato inizialmente una spesa di circa 258 mila euro imponibili. Per l’opposizione, non sarebbero stati chiariti i motivi dell’aumento. La gara si sarebbe conclusa con un ribasso del 3,10 per cento e senza un effettivo confronto tra più concorrenti.
Ordine della sfera e affidamento della manutenzione
Nell’esposto viene citato anche un documento di trasporto dal quale risulterebbe che la sfera era stata ordinata il 18 ottobre 2023, lo stesso giorno dell’avvio della gara e prima della scadenza del termine per presentare le offerte. I consiglieri chiedono di accertare come sia stato possibile procedere all’ordine prima dell’aggiudicazione e se vi fossero elementi tali da far prevedere l’esito della procedura.
Nel luglio 2025 il Comune avrebbe affidato ad Artifact, ancora senza gara, la manutenzione e lo sviluppo della Biosfera fino al 2027, per un importo di 141 mila euro. La motivazione sarebbe legata a una presunta esclusività tecnologica. Secondo l’opposizione, tuttavia, la sfera sarebbe un prodotto commerciale e i contenuti potrebbero essere realizzati anche da altri operatori.
Il capitolato richiamato dai consiglieri prevede dataset territoriali, contenuti audiovisivi interattivi, sistemi di machine learning, data visualization, audio spazializzato e attività di ricerca e trasferimento tecnologico. Gli esponenti sostengono però che in piazza siano visibili soprattutto manutenzione ordinaria e contenuti promozionali o istituzionali ripetuti. Inoltre, la parte innovativa sarebbe ancora in corso di definizione, nonostante il contratto sia operativo da oltre un anno.
L’opposizione ha annunciato anche una mozione in Consiglio comunale per chiedere la rimozione della Biosfera da piazza del Popolo e lo scioglimento del contratto in essere. Le valutazioni sulle eventuali responsabilità amministrative e contabili spettano ora alla Corte dei Conti, alla quale i consiglieri hanno trasmesso l’esposto.