Matteo Ricci, europarlamentare del Partito democratico, ha rinunciato all’immunità parlamentare e all’audizione davanti agli organi competenti del Parlamento europeo. L’Assemblea di Strasburgo ha approvato la revoca dell’immunità, consentendo così alla Procura di Pesaro di proseguire gli accertamenti e di esaminare le conversazioni intrattenute dall’eurodeputato con il suo ex collaboratore Santini.
La decisione del Parlamento europeo
Il via libera è arrivato nella giornata del 6 ottobre 2026, dopo la richiesta dello stesso Ricci di procedere con la massima rapidità. L’europarlamentare ha spiegato di aver comunicato a tutti i gruppi parlamentari il proprio consenso alla revoca e di aver espresso voto favorevole durante la seduta.
La rinuncia all’immunità, secondo quanto riferito da Ricci, è stata accompagnata dalla scelta di non partecipare all’audizione, con l’obiettivo di accelerare l’iter. La procedura riguarda la possibilità per gli inquirenti di acquisire e leggere le chat e la corrispondenza scambiate con l’ex collaboratore, oltre alla documentazione già depositata dall’europarlamentare.
La collaborazione con gli inquirenti
Nel suo intervento, Ricci ha ricordato di aver già autorizzato, a novembre dello scorso anno, la Procura di Pesaro a esaminare la corrispondenza con Santini e la prova da lui depositata. L’eurodeputato ha definito la decisione del Parlamento europeo un passaggio che permette agli investigatori di continuare il proprio lavoro.
Ricci ha inoltre ringraziato la relatrice Piera, la commissione Juri e il collega del gruppo S&D Repasi, che ha seguito la procedura. Ha infine ribadito di aver mantenuto, fin dall’inizio, un atteggiamento di collaborazione con gli inquirenti.