La Provincia di Pesaro e Urbino è tra le tredici amministrazioni provinciali italiane chiamate a rinnovare il consiglio entro la fine dell’anno. La data verso cui si sta orientando il calendario elettorale è il 29 novembre, come riferito dal presidente Alberto Alessandri durante la seduta dell’assise.
Il passaggio in Senato ha concluso la conversione del decreto sulla Pubblica amministrazione, intervenuto per riallineare le scadenze dei mandati di presidenti e consiglieri provinciali, rimaste sfalsate dopo la riforma Delrio. La nuova disciplina proroga la durata dei consigli fino alla scadenza del mandato dei rispettivi presidenti, ma prevede un’eccezione per gli enti che devono essere rinnovati entro il 2026 e nei quali il presidente sia stato eletto prima della conversione del decreto.
Pesaro e Urbino rientra in questo caso. L’appuntamento riguarderà quindi il rinnovo dei dodici consiglieri provinciali, mentre non sarà interessata la presidenza, affidata ad Alessandri lo scorso luglio. Il presidente ha spiegato che il 29 novembre è la data che si sta delineando anche per le altre Province marchigiane coinvolte. Nel frattempo, ha ringraziato gli attuali consiglieri per la disponibilità e la responsabilità istituzionale, assicurando il loro coinvolgimento fino alla conclusione del mandato.
Le linee programmatiche
Nel documento di mandato 2026-2030, Alessandri indica la Provincia come un possibile soggetto federatore, con una governance fondata sulla condivisione delle responsabilità e sul rapporto con sindaci e Comuni. Tra le priorità vengono indicati trasparenza, legalità, partecipazione e accessibilità dei dati, insieme al rafforzamento dei rapporti con Regione e Stato.
Le linee programmatiche comprendono edilizia scolastica, rete viaria e infrastrutture, con l’obiettivo dichiarato di intercettare risorse regionali, statali ed europee attraverso una programmazione pluriennale coerente con le necessità del territorio. Sul fronte dell’acqua, il documento punta a una strategia per la sicurezza degli approvvigionamenti, l’aumento della capacità di invaso e accumulo, la riduzione delle perdite e l’efficientamento delle reti.
Per la gestione dei rifiuti si prevede di ridurre la produzione, aumentare il recupero di materia e limitare il ricorso allo smaltimento, nel rispetto della pianificazione regionale e delle competenze dei diversi livelli istituzionali. Tra gli altri temi figurano la prevenzione del dissesto, la transizione ecologica e l’efficientamento energetico degli edifici di competenza provinciale, anche attraverso le opportunità legate al conto termico 3.0.
L’ordine del giorno sull’agricoltura
Il consiglio provinciale ha inoltre approvato all’unanimità un ordine del giorno dedicato al rilancio dell’agricoltura locale, alla tutela del made in Italy e alla sostenibilità dei consumi. Il testo, che raccoglie le istanze di Coldiretti, prevede tavoli territoriali per affrontare le crisi e sostenere le filiere agricole, oltre a interventi per mantenere l’attività nelle aree più fragili dal punto di vista orografico, climatico, economico e infrastrutturale.
Tra le azioni indicate figurano la promozione dei prodotti agricoli locali negli esercizi commerciali, nelle mense scolastiche e nei servizi di ristorazione sanitaria, il potenziamento dei mercati contadini e delle fiere locali e campagne di sensibilizzazione. Il documento sollecita infine interventi regionali e nazionali per contenere i danni provocati dalla fauna selvatica alle colture, agli allevamenti e alla sicurezza stradale.