Il segretario provinciale del Partito Democratico di Pesaro e Urbino, Perugini, critica la gestione dell’emergenza approvvigionamento nel territorio e chiede alla Regione Marche di intervenire sulle cause strutturali della difficoltà. Nel mirino finiscono lo stato dei bacini idroelettrici, il piano regionale degli acquedotti e il rapporto con Enel, concessionaria degli invasi.
La presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni del presidente dell’Aato 1, Berloni, e del consigliere regionale Petrucci. Secondo Perugini, entrambi hanno evidenziato problemi reali, a partire dalla necessità di programmare soluzioni durature e dal ricorso alle autobotti come principale strumento disponibile. Il dirigente dem contesta però che a sollevare queste questioni siano esponenti di forze politiche che, a suo giudizio, governano da anni la Regione e gran parte dei Comuni della provincia.
Invasi e rete degli acquedotti
Tra le priorità indicate dal Pd c’è lo sfangamento dei tre bacini dai quali dipende una parte dell’approvvigionamento idrico provinciale. Perugini sostiene che gli invasi siano pieni di detriti, in alcuni casi fino all’80 per cento, e che la situazione renda il sistema più esposto durante le estati caratterizzate da scarse precipitazioni. Nel testo viene ricordato che Burano e Sant’Anna sono chiusi per decisione della Protezione civile e che, in questo quadro, il territorio deve fare affidamento sulle acque di superficie e sulle autobotti.
Secondo il segretario dem, la Regione, in quanto ente concedente dei bacini gestiti da Enel, avrebbe gli strumenti per sollecitare gli interventi necessari. Un altro punto indicato riguarda il piano regionale degli acquedotti, che Perugini definisce fermo da 12 anni. Il documento dovrebbe affrontare, tra gli altri aspetti, le interconnessioni tra le reti, il potenziamento delle fonti e la riduzione delle perdite. Senza un aggiornamento del piano, sostiene il Pd, anche le proposte recentemente articolate in quattro assi rischiano di restare prive di attuazione concreta.
Il confronto tra Regione e Provincia
Nel suo intervento Perugini richiama anche la vicenda dello sfangamento della diga del Furlo. A suo dire, nei mesi scorsi sarebbe stato attribuito alla Provincia un diniego poi rivelatosi infondato, in un contesto legato alla campagna elettorale per le elezioni provinciali. Ora il Pd chiede al presidente della Provincia Alessandri, espressione del centrodestra, di accelerare sull’iter e di chiarire quali siano gli ostacoli ancora presenti.
Il riferimento si estende inoltre alla Gola del Furlo, dove il partito chiede atti concreti anche sul fronte della viabilità e della sicurezza dell’entroterra. Perugini sostiene che le responsabilità di governo siano distribuite tra Comune, Provincia e Regione e che non sia più sufficiente attribuire i problemi alle amministrazioni precedenti. Il Partito Democratico dichiara la propria disponibilità a collaborare su proposte definite e operative, ma esclude di voler avallare quella che considera una gestione basata su annunci e rinvii.
La richiesta conclusiva è rivolta alla Regione: secondo il segretario provinciale, servirebbero decisioni sullo sfangamento dei bacini, sull’aggiornamento della pianificazione acquedottistica e sull’utilizzo del rapporto con Enel. L’obiettivo indicato è ridurre la dipendenza da autobotti e condizioni meteorologiche favorevoli, considerata particolarmente problematica per i cittadini e per le imprese agricole del territorio.