Emergenza rifiuti

Raccolta della plastica, a Pesaro spazi quasi esauriti

La filiera nazionale del recupero è in affanno: possibile il ricorso a impianti emiliano-romagnoli e costi extra per la Tari.

Raccolta della plastica, a Pesaro spazi quasi esauriti

La raccolta differenziata della plastica a Pesaro prosegue regolarmente, ma la filiera nazionale del recupero attraversa una fase di forte difficoltà. Il rischio di una sospensione del servizio, se non saranno individuate soluzioni in tempi brevi, è stato illustrato in Consiglio comunale dall’assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti, in risposta all’interrogazione presentata dai consiglieri Lugli e Bernardi.

La criticità, ha spiegato l’assessora, non riguarda la capacità del Comune o di Marche Multiservizi di effettuare il ritiro del materiale. Il problema si concentra nella fase successiva, che comprende conferimento, selezione, stoccaggio e avvio a recupero dei quantitativi raccolti. Da diversi mesi, numerosi Comuni e Regioni italiane devono fare i conti con difficoltà analoghe.

Impianti vicini alla saturazione

Alla base della situazione ci sarebbero le difficoltà di collocazione sul mercato delle materie plastiche riciclate e la conseguente riduzione della capacità di assorbimento degli impianti di destinazione. Il materiale si è così accumulato nei siti di stoccaggio, ormai prossimi all’esaurimento. Secondo Conti, un’ulteriore riduzione dei ritiri da parte di Corepla, anche per pochi giorni, potrebbe rendere impossibile ai gestori individuare una destinazione per la plastica raccolta.

Marche Multiservizi aveva segnalato il problema già a maggio, sollecitando Corepla e coinvolgendo in seguito ATA, Provincia, Regione, Prefettura e Comuni interessati. A luglio, anche MMS e ASET avevano evidenziato la progressiva saturazione degli spazi e chiesto l’apertura di un tavolo tecnico. La situazione si è aggravata alla fine dello stesso mese, quando Cartfer ha comunicato ulteriori difficoltà nella gestione del materiale recuperato.

Le ipotesi per evitare lo stop

Il 31 luglio, durante l’assemblea dei sindaci dell’ATA Rifiuti n. 1 Pesaro e Urbino, sono state esaminate due possibilità: mantenere la raccolta separata e destinare al recupero energetico la plastica non presa in carico da Corepla, oppure interrompere la raccolta differenziata conferendo il materiale insieme all’indifferenziato. La seconda ipotesi è stata giudicata impraticabile perché avrebbe vanificato il lavoro svolto negli ultimi anni e prodotto conseguenze negative sul piano ambientale e culturale.

Si è quindi deciso di mantenere il servizio, individuando una destinazione alternativa per la quota non ritirata da Corepla. Per la vicinanza territoriale è stato indicato il termovalorizzatore di Coriano, in provincia di Rimini. L’utilizzo di impianti dell’Emilia-Romagna richiede però un accordo tra le due Regioni e le relative autorizzazioni. L’ATA ha chiesto alla Regione Marche di intervenire, ma la risposta ha evidenziato che non risultava ancora dichiarato uno stato di emergenza e ha sollecitato la verifica dell’assenza di alternative.

La nota dell’ATA del 13 agosto ha confermato che l’intesa con l’Emilia-Romagna non era ancora perfezionata. Nel frattempo, gli spazi disponibili continuano a ridursi e il rischio è che i gestori non riescano più a ricevere la plastica proveniente dalla differenziata, con la possibile sospensione dei conferimenti.

La gestione alternativa avrebbe inoltre costi aggiuntivi. Il ricorso al recupero energetico potrebbe incidere sulla Tari, qualora non venissero individuate forme diverse di copertura. In sede ATA è stato perciò stabilito che i gestori presentino una rendicontazione separata e dettagliata delle spese, per evitare che vengano trasferite automaticamente sui cittadini.

Conti ha richiamato anche il principio della responsabilità estesa del produttore, chiedendo a Corepla maggiore tempestività nei ritiri e un contributo alla soluzione della crisi. In una successiva riunione di Confservizi ad Ancona è stata ribadita la necessità di un intervento della Regione Marche e di un confronto nelle sedi istituzionali nazionali.

Il consigliere Lugli si è detto soddisfatto della risposta, sottolineando che Pesaro, con una raccolta differenziata superiore al 73 per cento, rientra tra i Comuni più virtuosi d’Italia. La crisi, ha aggiunto, ha però carattere strutturale e richiede garanzie sulla quota di materiale riciclato e maggiore stabilità per l’intera filiera.