Strategie provinciali

Rifiuti, l’Ata approva il piano e prepara il dopo 2028

Le volumetrie aggiuntive consentiranno di superare la scadenza del 2026 senza nuovo consumo di suolo

Rifiuti, l’Ata approva il piano e prepara il dopo 2028

L’assemblea territoriale d’Ambito ha approvato definitivamente l’aggiornamento del Piano d’ambito per la gestione dei rifiuti. Il documento è passato con il 95,21 per cento dei voti espressi dai sindaci presenti. Il provvedimento era già stato esaminato dalla Regione, che ne aveva sostanzialmente condiviso l’impianto, formulando soltanto alcune osservazioni di carattere formale.

A illustrare l’esito della riunione è stato Alberto Alessandri, presidente dell’Ata e della Provincia. L’aggiornamento contiene una revisione dei dati relativi alla produzione e allo smaltimento dei rifiuti e interviene, in particolare, sulla capacità delle discariche attualmente utilizzate nel territorio.

Le volumetrie delle discariche

La misura principale riguarda due prolungamenti in altezza degli impianti di Ca’ Asprete e Monteschiantello. Per la prima discarica sono previsti 450mila metri cubi aggiuntivi, mentre per la seconda la volumetria autorizzata aumenterà di 300mila metri cubi. L’intervento permetterà di coprire il fabbisogno dei conferimenti oltre la scadenza del piano, fissata al 2026, arrivando di fatto fino al 2028.

Secondo quanto precisato da Alessandri, l’ampliamento non comporterà nuovo consumo di suolo e non modificherà i quantitativi annuali già stabiliti. Le volumetrie aggiuntive serviranno quindi a distribuire nel tempo la capacità disponibile, senza consentire il conferimento di una quantità di rifiuti superiore a quella prevista.

Il presidente ha definito l’approvazione un passaggio necessario per evitare difficoltà già nel breve periodo e ha ringraziato i sindaci coinvolti nel confronto, citando in particolare quelli di Fano, San Costanzo e Tavullia. La decisione, ha sottolineato, consente di superare le criticità più immediate, ma non risolve il nodo delle scelte successive.

Il confronto sul dopo 2028

Alessandri ha infatti chiesto di avviare subito una discussione condivisa sul futuro del sistema. L’obiettivo è coinvolgere tutti i sindaci, insieme alle associazioni, ai cittadini e ai tecnici della Provincia, dell’Ata e dei gestori. Le decisioni dovranno essere assunte dalla politica, ma sulla base di un’analisi aggiornata dei dati e delle esigenze del territorio.

Sullo sfondo resta la transizione verso l’Ata unica, prevista dal Piano regionale dei rifiuti. A livello regionale dovrà essere istituito un tavolo tecnico incaricato, tra gli altri compiti, di individuare i siti potenzialmente idonei a ospitare un termovalorizzatore. Per ora sono stati coinvolti i direttori delle diverse Ata e i dirigenti delle Province, mentre la rappresentanza politica non è ancora entrata nel percorso.

Il processo è attualmente in una fase di pausa. L’Ata del territorio ha manifestato l’intenzione di partecipare al confronto e di candidarsi anche al ruolo di capofila. Per Alessandri, la programmazione delle alternative alla situazione attuale deve cominciare ora, senza attendere la scadenza del 2028.