Il Partito democratico di Pesaro replica alle critiche dell’opposizione di centrodestra sulla gestione dei servizi pubblici locali, mettendo a confronto gli aumenti della Tari registrati nel capoluogo e quelli applicati a Fano. La posizione è stata espressa da Andrea Perugini in un comunicato diffuso il 17 settembre 2026.
Secondo i dati citati dal Pd, a Pesaro la Tari aumenterà nel 2026 del 4,1 per cento, per un saldo complessivo di 1.002.667 euro. Nel quadro delle misure di sostegno è previsto anche un bonus sociale destinato a 1.922 famiglie, per un valore complessivo di 128.096 euro. Il presidente dell’ATA Rifiuti, Alberto Alessandri, ha inoltre indicato l’ambito pesarese tra quelli con gli incrementi più contenuti delle Marche.
Il confronto con Fano
Nel comunicato, Perugini paragona questi dati a quelli di Fano. Nello stesso periodo, sostiene il Pd, l’aumento della Tari sarebbe stato doppio per i cittadini e triplo per le imprese rispetto a Pesaro. Il riferimento è a una multiutility pubblica interamente partecipata, che secondo il testo distribuisce 5 milioni di euro di utili.
La differenza, sostiene il rappresentante dem, non avrebbe però provocato una reazione analoga da parte delle associazioni di categoria o di chi, a Pesaro, critica abitualmente la gestione dei servizi pubblici locali. Da qui l’accusa di applicare due criteri diversi a seconda del Comune amministrato e del colore politico della maggioranza.
La questione degli utili
Il confronto riguarda anche Marche Multiservizi. L’opposizione di destra a Pesaro, ricorda Perugini, contesta gli utili della società e propone di destinare maggiori risorse agli investimenti sulla rete idrica. Secondo il Pd, una scelta di questo tipo ridurrebbe però i dividendi oggi utilizzati dai Comuni per finanziare servizi pubblici, tra cui politiche educative e sociali e interventi di manutenzione.
La critica del Partito democratico è rivolta quindi alla presunta incoerenza delle posizioni assunte nei diversi territori. Se il tema è la sostenibilità delle tariffe per famiglie e imprese, insieme alla trasparenza sugli utili delle società partecipate, afferma Perugini, lo stesso criterio dovrebbe essere applicato in tutti i Comuni, indipendentemente dallo schieramento politico alla guida.
Il comunicato si chiude con l’accusa secondo cui la polemica non riguarderebbe realmente i cittadini, ma l’identità politica di chi amministra. Le valutazioni sui rincari di Fano, sugli utili della multiutility e sulla gestione delle risorse sono presentate dal Pd come elementi di confronto con le contestazioni rivolte all’amministrazione di Pesaro.